Scegliere la pasta da profilassi adatta alle esigenze del paziente

Nonostante le raccomandazioni dell’American Dental Hygienists’ Association, che suggerisce un polishing selettivo e le nuove tecnologie dell’air polish, difficilmente l’operatore riesce a sottrarsi alla pratica del polishing, molto gradito dal paziente odontoiatrico. La scelta della pasta diventa un fattore importante per il clinico e grazie alle nuove tecnologie si potrà avere una pasta specifica per ogni tipo di esigenza.

Insieme alla collega Alessia Iommiello abbiamo pubblicato un articolo su Dental Tribune Italian Edition cercando di sintetizzare le caratteristiche delle attuali paste da profilassi e le indicazioni sul loro utilizzo, alla luce delle nuove tecnologie che si trovano sul mercato. Abbiamo così delineato il passaggio da un polishing puramente cosmetico a un polishing che può essere terapeutico.

Pur considerando i limiti che possono avere le percentuali di principi attivi desensibilizzanti o demineralizzanti nelle paste abrasive, questo nuovo approccio conferma la necessità di personalizzare sempre il trattamento alle esigenze del paziente o alle caratteristiche del substrato che dobbiamo trattare.

Troverete l’articolo completo su Dental Tribune cliccando sull’immagine.

Smacchiare una superficie dentale, un restauro estetico, un manufatto protesico: interventi che portano il clinico a servirsi di più tecnologie. Rispetto al passato, oggi invece di utilizzare un unico prodotto su tutti possiamo scegliere la pasta adatta a seconda delle diverse tipologie di pazienti e delle diverse strutture all’interno della stessa cavità orale.

Si possono distinguere i diversi substrati:

  • superfici implantari
  • restauri compositi
  • materiali in zirconia
  • protesi fisse in resina su impianti
  • smalto del paziente adulto
  • smalto del paziente pediatrico
  • superfici radicolari
  • superfici dentali sottoposte a processi erosivi
  • superficie dentali con forti pigmenti

Vi propongo in anteprima uno dei tre casi descritti nell’articolo che troverete in versione integrale sulla rivista Dental Tribune.

Utilizzo di una pasta per il polishing con caratteristiche pulenti/lucidanti e desensibilizzanti: protocolli clinici

Durante una seduta per il mantenimento parodontale in una paziente di 70 anni, si descrive il caso e la scelta della pasta adatta al quadro clinico. La paziente è stata trattata per una parodontopatia generalizzata con terapia causale non chirurgica e ora viene al mantenimento periodico ogni 6 mesi. La paziente presenta lesioni cervicali generalizzate identificate come abfraction.

Alla perdita di tessuto cervicale si associa un fattore corrosivo dato da GERD (Gastro-Esophageal Reflux Disease) diagnosticata 5 anni fa e in trattamento con farmaci. Questa condizione sistemica determina una forte ipersensibilità dentale che si manifesta quando l’attività acida non è sotto controllo, rendendo le sedute di igiene professionali molto dolorose agli stimoli termici.

Protocollo clinico:

  1. Test dell’Ipersensibilità e di Shiff per monitorare il fenomeno dell’ipersensibilità dato dalla GERD
  2. Debridement parodontale tramite strumentazione manuale in titanio PDT (Paradise Dental Technologies). Questi strumenti sono costituiti di un titanio di grado 23 (Titanium Medical Grade) studiati per trattare le superfici in titanio senza danneggiarle. La durezza di questi strumenti (misurata con la scala Rockwell) dev’essere uguale o inferiore al titanio utilizzato per le fixture implantare, al fine di non danneggiare (effect-size/damage) la superficie. Il fatto che siano più morbidi, rispetto all’acciaio inox utilizzato normalmente per le curette parodontali, rende il loro utilizzo sui denti altamente confortevole per i pazienti che soffrono di ipersensibilità allo stimolo meccanico.

3. Rimozione dei lievi pigmenti e lucidatura delle superfici con una pasta Prophy Paste Pro attraverso la tecnica One-Step, sfruttando la presenza del desensibilizzante (citrato di potassio). La pasta viene lasciata qualche minuto in situ, per ridurre la sensibilità post-trattamento.

4. Trattamento desensibilizzante professionale con un prodotto desensibilizzante PainFree (Parkell), un co-polimero che reagisce con il calcio della dentina con la doppia azione di protezione immediata e di remineralizzazione dello smalto, adatto ai pazienti con ipersensibilità attiva e intensa come in questo caso.

L'autrice dell'articolo

Consuelo Sanavia

Consuelo Sanavia

Sono un’igienista dentale con 30 anni di esperienza in studio. Mi occupo di formazione per colleghi e odontoiatri. I miei corsi sono mirati a una attività clinica moderna e in linea con le evidenze scientifiche EBM e le linee guida nazionali ed internazionali. Svolgo attività privata in studio, in provincia di Asti e a Tortona. Sono inoltre docente di Scienze e tecniche di igiene orale all’Università di Genova e in vari master universitari.

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